I principi attivi utilizzati attualmente per il controllo dei roditori, ad esclusione di un paio (colecalciferolo e alfacloralosio), possiedono tutti azione anticoagulante.
Dopo l’ingestione dell’esca avvelenata il principio attivo inibisce l’azione di un enzima, presente nel fegato, responsabile della produzione di vitamina k.
La vitamina k è un fattore fondamentale nel processo di coagulazione del sangue e la sua mancanza porta a facili sanguinamenti ed emorragie interne con successivo decesso del soggetto, nei roditori ciò avviene dopo 3/7 giorni in funzione del tipo e della quantità di anticoagulante ingerito.
Sintomi evidenti dopo l’ingestione sono: presenza di sangue nelle feci , sanguinamenti dal naso e bocca, difficoltà nella deambulazione, non seguono più i percorsi abituali, possono vedersi di giorno, e hanno scarsa reattività in presenza di eventuali pericoli.
E’ fondamentale associare sempre l’esca topicida ad un idoneo contenitore per esche: ce ne sono di diversi formati, a seconda della dimensione del topo o ratto che causano l’infestazione.
