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Cosa fanno i topi durante la notte?

Animal gray rat close-up sitting on a table
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Topi e ratti svolgono la maggior parte delle loro attività durante il crepuscolo e le ore notturne. Il ratto grigio (Rattus norvegicus) è prevalentemente attivo al tramonto e di notte, mentre il ratto nero (Rattus rattus) presenta un comportamento principalmente notturno.

Questa preferenza non è casuale. Il ritmo delle loro attività è regolato da un orologio biologico circadiano, sincronizzato soprattutto dall’alternanza tra luce e buio. Nei roditori notturni la comparsa dell’oscurità favorisce l’attività, mentre la luce tende a inibirla immediatamente: un fenomeno definito “mascheramento negativo” della luce.

La notte offre inoltre condizioni generalmente più favorevoli alla sopravvivenza. Negli ambienti abitati diminuiscono il movimento delle persone, i rumori improvvisi e le occasioni di incontro con l’uomo. Anche una maggiore illuminazione può indurre i roditori a muoversi più lentamente, esplorare meno e limitare l’attraversamento degli spazi aperti, perché aumenta la loro percezione del rischio. Nel ratto nero, per esempio, l’illuminazione può ridurre velocità ed esplorazione.

Topi e ratti, inoltre, non dipendono dalla vista quanto l’uomo. Si orientano soprattutto mediante:

    • olfatto, utilizzato per individuare cibo;
    • udito, sensibile anche a suoni molto deboli;
    • vibrisse, con le quali percepiscono pareti, ostacoli e variazioni delle superfici;
    • memoria spaziale, che permette loro di seguire percorsi già sperimentati.

LA RICERCA DEL CIBO

L’attività notturna più evidente è la ricerca di cibo. Quando il disturbo diminuisce, i roditori lasciano il nido o la tana e percorrono itinerari abituali, generalmente lungo pareti, tubazioni, vegetazione, scaffalature o altri elementi che garantiscono protezione laterale. 
Possono tornare ripetutamente a una fonte alimentare già conosciuta oppure esplorare nuovi punti. Il topolino domestico (Mus musculus) è un tipico “assaggiatore”: tende a effettuare numerose brevi visite e ad alimentarsi da più fonti, spesso vicine al nido. Può compiere anche 20-30 visite a differenti punti alimentari nel corso di una notte.

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Il cibo può essere consumato direttamente sul posto, portato in un angolo riparato oppure accumulato come riserva. Il trasporto non è esclusivo del topolino: anche i ratti possono prelevare alimenti e spostarli verso un rifugio. È quindi più corretto parlare di una tendenza variabile in base alla specie, alla dimensione del cibo, alla sicurezza del punto di alimentazione e alla distanza dal nido.

Quando la fonte alimentare è rappresentata da un’esca rodenticida, il possibile trasporto assume particolare importanza. Le esche non devono essere distribuite liberamente, ma collocate negli appositi contenitori porta-esca, chiusi, protetti e posizionati secondo quanto riportato nell’etichetta del prodotto. Quando il contenitore e la formulazione lo consentono, blocchi ed esche possono essere assicurati agli specifici supporti interni per limitarne l’asportazione e permettere un controllo più attendibile dei consumi.

Esplorazione, marcatura e controllo dello spazio

Durante la notte topi e ratti ispezionano anche l’area circostante il rifugio. Controllano i percorsi, esplorano eventuali modifiche dell’ambiente e raccolgono informazioni sulla presenza di altri individui.

La comunicazione avviene soprattutto attraverso odori, urine, secrezioni e marcature lasciate lungo i passaggi. Questi segnali contribuiscono al riconoscimento degli individui, dello stato riproduttivo e delle aree frequentate. Nei ratti, l’organizzazione sociale comprende gerarchie e zone difese, ma non tutti gli individui proteggono un territorio nello stesso modo: età, sesso e disponibilità di risorse influenzano il comportamento.

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Nelle ore di attività si verificano anche:

  • costruzione e manutenzione del nido;
  • scavo e ampliamento delle tane, soprattutto nel ratto grigio;
  • rosicchiamento ed esplorazione degli oggetti;
  • pulizia del mantello;
  • interazioni sociali e accoppiamenti;
  • allattamento e altre cure parentali;
  • dispersione dei giovani alla ricerca di nuovi spazi.

POSSONO USCIRE ANCHE DI GIORNO?

Sì. L’attività notturna è una preferenza, non una regola assoluta. Un topo o un ratto possono essere osservati durante il giorno quando il luogo è tranquillo o poco illuminato, quando il nido è stato disturbato, quando il cibo scarseggia oppure quando deve competere con molti altri individui.

Un avvistamento diurno è quindi un segnale da non sottovalutare, ma non dimostra da solo che l’infestazione sia necessariamente molto numerosa. Per valutarne l’entità occorre considerare anche escrementi, rosicchiamenti, impronte, rumori, tane, percorsi untuosi e consumo dei punti esca.

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