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HACCP e derattizzazione: come si proteggono bar, ristoranti e locali alimentari dai topi

HACCP e derattizzazione come si proteggono bar, ristoranti e locali alimentari dai topi
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Quando si parla di topi, molti pensano solo a scantinati e vecchie case. Ma pochi sanno che la presenza di un roditore in un ristorante o in un negozio alimentare rappresenta un rischio serio e regolamentato per legge. Ecco perché esistono protocolli come l’HACCP, che obbligano i locali a monitorare e prevenire infestazioni.

Cos’è l’HACCP e perché è importante

HACCP è un sistema che tutte le attività che trattano alimenti devono seguire per garantire l’igiene e la sicurezza. In pratica, chi gestisce un bar, una pizzeria o un laboratorio di dolci deve dimostrare di avere tutto sotto controllo: dalla pulizia, allo stoccaggio degli ingredienti, fino alla prevenzione di ospiti indesiderati come topi e ratti.
I topi in un locale: perché sono un problema serio
Un solo topo può contaminare centinaia di superfici con urine, feci e peli. I rischi non sono solo “brutti da vedere”: si parla di trasmissione di malattie, danni ai cavi elettrici, confezioni rosicchiate, alimenti buttati. Per questo le autorità sanitarie chiedono ai locali di intervenire prima ancora che il problema si presenti.

 

 

Come si proteggono i locali alimentari?

“Nei locali ben gestiti, come ristoranti, panifici o ambienti di lavorazione alimentare, la prevenzione contro i roditori non è affidata al caso. Si fa ricorso a dispositivi professionali, studiati per garantire efficacia e sicurezza. Le esche e le trappole vengono sistemate all’interno di contenitori robusti, a prova di manomissione, per evitare che bambini, animali domestici o persone non autorizzate possano entrarvi in contatto. Questi dispositivi vengono collocati in punti precisi, scelti in base alle abitudini dei roditori — angoli nascosti, zone buie, vicino a scarichi, porte o fessure dove è più probabile che passino.
La gestione è continua: ogni dispositivo va controllato regolarmente per valutare se ci sono segni di passaggio o consumo, e per decidere se intervenire o meno. Qui entra in gioco un aspetto importante: esistono due tipi di esche, con funzioni molto diverse.
Le esche di monitoraggio, ad esempio, sono completamente prive di sostanze attive. Servono solo a verificare se i topi ci sono, se si muovono in certe zone, e con quale frequenza. Sono strumenti utilissimi per tracciare una mappa dei loro spostamenti. Solo quando si ha la certezza che una colonia è attiva e presente, si passa alle esche rodenticide, cioè quelle contenenti principio attivo. Queste, però, non si possono usare alla leggera: devono essere posizionate con estrema cautela, nel rispetto delle normative e valutando sempre il contesto.
Per questo motivo, sia che si tratti di semplici esche di rilevamento che di prodotti rodenticidi veri e propri, è fondamentale che l’intervento sia seguito da personale formato e competente. L’improvvisazione, in questi casi, non solo può rivelarsi inefficace, ma anche pericolosa.

 

 

Cosa deve avere un’esca per essere adatta a un locale che lavora con il cibo?

Innanzitutto, deve essere di buona qualità: non deve sciogliersi o sbriciolarsi se l’ambiente è umido, come spesso accade in cucine, cantine o dispense. Non deve generare muffe altrimenti perde di appetibilità verso i roditori. Inoltre, deve essere sempre inserita in contenitori per esche di sicurezza, quei box neri che si vedono spesso vicino a muri e scaffali: servono a proteggere l’esca e a impedire che venga toccata da persone o animali domestici.
Poi, è importante che l’esca sia ben identificabile, con etichette chiare e tracciabili apposte sui contenitori, così da sapere sempre che prodotto si sta usando e da dove proviene. Infine, cosa fondamentale: non deve mai contaminare alimenti o superfici. Un’esca che si sbriciola o si scioglie potrebbe finire dove non dovrebbe, compromettendo la sicurezza dell’intero ambiente.
La sicurezza alimentare parte anche da qui: tenere lontani topi e ratti.

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